In occasione della Giornata della Memoria 2025, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Basilicata presenta un progetto, vincitore nel 2015 del concorso promosso dal Consiglio regionale della Basilicata, che ha saputo unire didattica, ricerca e memoria storica. Due classi di studenti dell’I.I.S. “Enrico Fermi” di Muro Lucano, guidate dalle docenti Erika Marcantonio e Nunziata Zampino, hanno condotto un’attività di ricerca negli archivi comunali di Muro Lucano, Bella, Picerno e Pescopagano, riportando alla luce le vicende degli ebrei internati durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il cuore del progetto: gli archivi comunali come fonti di memoria storica
Il lavoro degli studenti si è basato sull’analisi approfondita dei documenti conservati negli archivi comunali, veri e propri custodi di storie rimaste a lungo nell’ombra. La ricerca è stata avviata con il supporto del personale dell’Archivio di Stato di Potenza, che ha offerto agli studenti una preziosa formazione sul valore degli archivi e sull’utilizzo delle fonti storiche. Attraverso lezioni e laboratori, i ragazzi hanno appreso come interpretare e analizzare i documenti d’archivio, l’importanza del contesto storico nella comprensione delle vicende umane narrate dai documenti e sono stati incoraggiati a una riflessione critica sul significato della memoria e sulla necessità di tutelarla come bene collettivo.
Gli studenti hanno avuto modo di consultare la corrispondenza tra Regia Prefettura e Podestà locali, che regolavano la vita quotidiana degli internati; i registri e documenti relativi alle spese sostenute dai comuni per il mantenimento degli internati, che rivelano un’organizzazione burocratica rigida; la documentazione personale degli internati, che ha permesso di ricostruire frammenti di vite spezzate.
I ritrovamenti più significativi sono avvenuti presso l’Archivio comunale di Muro Lucano e quello di Bella, dove gli studenti hanno recuperato faldoni contenenti cartelle personali e comunicazioni ufficiali relative agli internati ebrei e ai confinati politici.
Le storie emerse: tracce di umanità nell’orrore
Tra i documenti analizzati, gli studenti hanno riscoperto vicende toccanti, come quella di:
- Ludmilla Roubicek, che non poté visitare la tomba della madre a causa delle rigide disposizioni prefettizie;
- Walter Behrens, un medico che continuò a curare malati di tifo, a rischio della propria sicurezza;
- Louis Moser, un pittore e miniaturista che lasciò un’opera d’arte ora custodita nel Santuario di Santa Maria delle Grazie a Capodigiano e il ritratto del Vescovo di Muro Lucano Bartolomeo Mangino.
Il lavoro negli archivi ha permesso di riportare alla luce queste storie dimenticate, restituendo dignità a chi ha vissuto l’orrore della discriminazione e della privazione.
La memoria come impegno collettivo
Il progetto dimostra come gli archivi comunali possano essere risorse insostituibili per ricostruire il passato e stimolare una riflessione profonda sulle tragedie della storia. Ricordare significa restituire voce a chi l’ha perduta e garantire che ciò che è stato non venga dimenticato.
La memoria vive negli archivi: custodiamola insieme.
Per ulteriori informazioni
Ebrei stranieri internati in Italia durante il periodo bellico, a cura di Anna Pizzuti; https://www.annapizzuti.it/regioni/basilicata.php
Valeria Verrastro, Le leggi razziali del 1938 e la Basilicata, https://consiglio.basilicata.it/archivio-news/files/docs/10/51/06/DOCUMENT_FILE_105106.pdf




