La Basilicata e i fuochi della Repubblica Italiana

 

Il popolo Italiano, dopo decenni di dittatura e la conclusione di un devastante conflitto mondiale che ha messo in ginocchio il Paese sul piano sociale, morale ed economico, ritrova la strada del suffragio elettorale e non solo. Il 2 giugno del 1946 gli italiani vengono chiamati al voto, la scelta è tra Monarchia e Repubblica, oltre alla rappresentanza politica che andrà a costituire l’Assemblea Costituente. Rispetto al passato possono recarsi alle urne tutti coloro che hanno compiuto il ventunesimo anno di età, compreso le donne.

Gli esiti delle elezioni decretano la vittoria della Repubblica, seppur di poco. Gli aventi diritto al voto sono circa 28 milioni, di questi si recano ai seggi elettorali quasi 25 milioni, esprimendo 12.718.641 (pari al 54,27%) preferenze a favore della Repubblica e 10.718.502 (pari al 45,73%) a favore della Monarchia.

Il risultato elettorale restituisce un’Assemblea Costituente composta dai seguenti seggi: Democrazia Cristiana 207, Partito Socialista Italiano UP 115, Partito Comunista Italiano, 104, Unione Democratica Nazionale 41, Uomo Qualunque 30, Partito Repubblicano Italiano 23, Blocco Naz. Libertà 16, Partito d’Azione 7, Movimento Indipendente Sicilia 4, Partito Sardo d’Azione 2, Concentrazione Democratica Repubblicana 2, altri 5.

In Basilicata il referendum consegna la vittoria ai monarchici, come nel resto dell’Italia meridionale. Tuttavia, il territorio lucano si contraddistingue nel sud della penisola per aver espresso una significativa percentuale di votanti a favore della Repubblica, seconda solo all’Abruzzo.

Il voto dei lucani restituisce il seguente quadro politico: 158.210 voti a favore della Monarchia pari al 59,4% (114.038 provincia di Potenza e 44.172 provincia di Matera) e 107.653 voti per la Repubblica pari al 40,6% (75.032 provincia di Potenza e  32.621 provincia di Matera). I partiti di maggiore consenso risultano essere la Democrazia Cristiana con il 31, 3 % e l’Unione Democratica Nazionale con il 22,8%, a questi seguono il  Partito Socialista Italiano con il 16,3% e il Partito Comunista Italiano con il 13%. Gli esiti elettorali decretano la nomina di 5 deputati in Assemblea Costituente. Il primo della lista è Francesco Saverio Nitti (UDN) con 28.101 preferenze, ma dato che quest’ultimo sceglie il seggio campano nel quale viene egualmente eletto, gli subentra Vito Reale. Seguono il giovane Emilio Colombo (DC - 20.922 voti), Mario Zotta (DC - 19.596 voti), Aldo Enzo Pignatari (PSIUP - 11.526 voti) e a Fausto Gullo (PCI - 15.756 voti), al quale subentra poi Luigi De Filpo.

Nella provincia di Potenza i comuni dove si afferma la Repubblica sono: Abriola, Acerenza, Atella, Avigliano, Bella, Brienza, Casalnuovo Lucano (oggi San Paolo albanese), Castelluccio Inferiore, Castronuovo di Sant’Andrea, Cersosimo, Francavilla in Sinni, Guardia Perticara, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Melfi, Moliterno, Picerno, Pietragalla, Ripacandida, Roccanova, Ruoti, Tito, Terranova di Pollino, Forenza, Grumento Nova, Lavello, Rapolla, San Costantino Albanese, San Fele e Rionero in Vulture. Mentre, nella provincia di Matera si annoverano: Bernalda, Calciano, Ferrandina, Irsina, Montescaglioso, Pisticci, San Giorgio Lucano e Tricarico.

Una storia di contrasto tra un popolo di conservatori capeggiato da Nitti, la cui figura risulta essere ancora molto influente e le fiamme di una compagine sociale di stampo repubblicano che vede da una parte i cattolici guidati da Emilio Colombo e dall’altra i movimenti della sinistra che si insinuano soprattutto nel tessuto contadino del paese. In merito alla campagna elettorale nei territori rurali della regione, risulta di grande interesse il ritorno nella terra di esilio di Carlo Levi, che sceglie di giocare la sua partita repubblicana proprio nel sud Italia, schierandosi nelle fila del partito Alleanza Repubblicana guidato da Guido D’Orso. La scelta dello scrittore e pittore torinese, consapevole di far parte di un piccolo partito, non ha pretese elettive personali, l'intento è di sensibilizzare una parte del popolo lucano, in modo speciale quello contadino, verso la Repubblica. Un'obiettivo che non solo trova un buon riscontro, ma favorisce anche la nascita di una tradizione politica territoriale di sinistra, noncè la formazione di alcune personalità come Rocco Scotellaro.

Il referendum del 2 giugno in Basilicata decreta una nuova visione della politica regionale, che si interseca significativamente con quella nazionale, il segno evidente è l’ascesa politica di Emilio Colombo, che dal 1970 al 1972 andrà ad occupare la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Per approfondire …

 

I deputati eletti in Basilicata

 

Qualche documento

Riferimenti bibliografici

Biscaglia, Carmela. Levi, De Martino, Scotellaro : l'impegno politico, antifascista e meridionalistico in ‹‹Rassegna storica lucana : bollettino di informazione del Centro studi per la storia del Mezzogiorno››, 67-68, A.2018, P.113-154.

Vigilante, Elena e Verrastro, Donato. Emilio Colombo : l'ultimo dei costituenti. Bari Laterza, 2017.

Vigilante, Elena. Quando nacque la Repubblica Italiana. Società e istituzioni nel 1946 (mostra documentaria, Potenza, 28 giugno-30ottobre 2007) in ‹‹Bollettino Storico della Basilicata››,, 23, A.2007, P.359-366.